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Sergio Santalucia a Roma per raccontare in musica la Basilicata che stupisce

“La Basilicata che sorprende e stupisce”  è il titolo dell’evento che si terrà il 27 gennaio 2017, in occasione delle manifestazioni dell’Associazione dei Lucani a Roma.  La serata sarà scandita dalle sonorità del compositore lucano Sergio Santalucia che avrà il proscenio in apertura e in chiusura, nonché negli intervalli tra i vari interventi, eseguendo brani della tradizione e sue composizioni.

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Musici Lucani a Montelanico (Rm)

Contro la politica delle privatizzazioni
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Sergio a Montelanico

Noi stiamo con le montagne
3° edizione 23-24-25-26 Luglio
Parco della Fontana Nuova, Montelanico (Roma)

Domenica 26
Ore 21:30 Concerto: Ritmi popolari – Musici Lucani

Sergio Santalucia
Vito Mazzilli – Clarino
Giorgia Santalucia  Canto
Simona Santalucia Chitarra e ballo

Voila’! Son qua!

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Quando il mandolino, la chitarra e la fisarmonica attraversano la pancia e ti accolgono al rientro da luoghi che non ti appartengono, quando la zampogna e l’organetto si miscelano con l’opera di Rossini, Puccini, Verdi, Bellini, Donizetti e Mascagni, non si sceglie, si assorbe tutto… IL SANGUE, IL CUORE, L’ANIMA e un tavolo dove ammucciarsi sotto. Il sentimento, però, non andava manifestato! Del resto dei Lucani del ’33, del ’43, del ’53, della storia dei Tosti, poco si è capito, molto si è sacrificato: il Risorgimento e il Brigantaggio, il melomane e il cantastorie, LU POPULO diceva Ignazio Buttitta! Già, il popolo e la musica d’opera nei saloni da barba. I poveri briganti e i pochi giusti della borghesia lucana disillusi e sconfitti (Rocco Brienza LA MIA CROCE). Comunque, un lucano,”CULOPIZZUTO”, che vuole ostinatamente ricordare che non esiste solo la pizzica, la tammurriata, il saltarello ecc., ma le tante tarantelle lucane: Montemurrese (Pescatore), Ruotese, Lauriota, Viggianese (ricordo Vincenzo Conte), del Pollino. La zampogna di Belviso (Viggiano), costruttore e suonatore; la zampogna dei fratelli Forastiero (Lauria), costruttori e suonatori; la piccola zampogna del Pollino (surdellina) e poi strumenti più classici come l’arpa di Viggiano, Moliterno, Corleto, e flauto, violino, mandolino, chitarra battente. E poi… Tarantellarte (Festival di musica popolare dell’ agosto montemurrese) che tenta, attraverso l’incontro con culture musicali diverse, di trasmettere questo patrimonio. E’ fondamentale che nei luoghi dove si svolgono manifestazioni di musica popolare non ci siano invasioni di “infetti contaminatori”. Scapoli (Isernia) è ZAMPOGNA, Montemarano (Avellino) è MONTEMARANESE, Pagani (Salerno) è TAMMURRIATA, Melpignano è PIZZICA, Gargano è “GARGANO”. Non è possibile ascoltare il ballo del qua qua a “Radicazioni” ad Alessandria del Carretto (Cosenza), la pizzica a Scapoli, la tammurriata Scafatese a Montemarano! La nostra cultura rimane tale se attraversa tutte le altre senza contaminarsi, altrimenti che cosa raccontiamo? I nostri canti sono gioia e sofferenza, con i Nostri “tempi” – musicali e non – lenti e non frenetici. I piedi, nella tarantella, sfiorano la terra, le braccia si muovono in forme magiche, le donne sollevano e fanno danzare persino ‘U UAND’SIN’. Pochi virtuosismi e copia-incolla! Le suonate di Pescatore (Leonardo Mancuso), famosa girata montemurrese, la polka di zio Maurizio Santalucia, zampogne e ciaramelle… HO DETTO TUTTO! M.M.C.C.S.IO! Vale anche come voto.VOILA’.

(Sergio Santalucia “Culopizzuto”)

da www.sergioculopizzuto.it