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I Renanera sono un gruppo di musica world contaminata con sonorità elettroniche. Prodotta da Antonio Deodati, i RENANERA la band consta di sette elementi e il loro spettacolo musicale e teatrale è di chiara di matrice popolare. Sono stati rivisitati molti canti della tradizione popolare del Sud Italia in chiave world e composte canzoni in varie lingue dialettali del Sud. Sonorità etniche e moderne miscelate, voci popolari che si rincorrono tra liriche contadine e ritmi serrati. Le storie, la cultura e l’anima del Sud in uno spettacolo che è un mix di gioia, sofferenza e voglia di stare insieme per ballare e cantare. Momenti di recitazione si alternano alla lirica popolare e all’energia, elemento che caratterizza l’intero spettacolo musicale. I Renanera sono stati ospiti di importanti manifestazioni tematiche dedicate alla musica etnica: Negro Festival 2012 suonando in featuring con Graziano Accinni in apertura di Daniele Sepe, Festival della Tarantella Lucana 2012 di Guardia Perticara (PZ), Festival “Tra Taranta e Tarantella” di Genzano (2015), Lucania Etno Folk Festival (2012) diretto artisticamente da Eugenio Bennato, “Cantami o Diva” - Ascoli Satriano (FG) 2013 (spettacolo di e con Michele Placido), Primo Maggio in Grancia 2014 come band centrale dell’evento, Meeting del Mare 2014 (Marina di Camerota - SA) in apertura di Franco Battiato e nell’edizione 2015 in apertura di Enzo Avitabile, La Luna e i Calanchi edizione 2014 e 2015, festival diretto da Franco Arminio (Aliano - PZ) cha ha anche curato anche la prefazione dell’album “Renanera”, Concerto per le celebrazioni sull’arrivo di Carlo Levi ad Aliano (MT) e ancora con Michele Placido (18 Settembre 2015). I Renanera hanno vinto la quinta edizione di Musica Contro le Mafie (2015), organizzato e prodotto da MK Records, patrocinato da Libera, associazione di Don Luigi Ciotti, in media partnership con Radio Kiss Kiss e Premio Tenco; inoltre sono stati semifinalisti nel prestigioso Premio Musicultura (già premio Recanati) nella edizione 2015 e hanno partecipato alla XIV edizione del Premio De Andrè. Tutte le testate giornalistiche lucane hanno dedicato attenzione alla band. Il regista Nevio Casadio ha ospitato i Renanera in una puntata di Speciale TG1 dedicata alla Basilicata, la rubrica di approfondimento della testata giornalistica della RAI, (andata in onda il 21 Giugno 2015 su Raiuno). Di recente, dopo una serie di concerti in Piemonte, i Renanera sono stati insigniti della cittadinanza onorar aria della Città di Asti. Nel gennaio 2016 i Renanera è stata la band promotrice della canzone Fiore di Lucania (Unione dei Musicisti di Basilicata), brano il cui videoclip ha contato in pochi mesi più di 250.000 visualizzazioni sul canale Youtube. Il set design del tour 2016 e l’illuminotecnica è stata disegnata da Mario Garrambone, importante stage design, tra le sue più belle opere scenografiche ci sono il Premio Heraclea, il Premio David di Donatello, il Premio Mia Martini, il Meeting del Mare, il Girofestival, il Divinamalfi, il Venice Music Award, il Premio Troisi e tante altre di livello nazionale. Molto apprezzati in tutta la Basilicata, tra il 2013 e il 2015 la band lucana si è esibita in più di cento concerti suonando in piazze, clubs ed eventi musicali di rilievo in tutta Italia. IL LOGO Il logo della band simboleggia la sintesi sonora di due generi musicali: quello etnico e l'elettronico uniti indissolubilmente dal senso di appartenenza alla terra e al Mediterraneo. Infatti, la spirale, simbolo ricorrente nell'iconografia legata alla taranta, e in senso lato alla musica popolare, diventa di forma quadrata come il microchip dei computers e dei sintetizzatori usati per la creazione della musica elettronica moderna. Il carattere con cui è scritto la parola "Renanera" inoltre è stato scelto per significare l'appartenenza al Mediterraneo: con le sue forme ricorda sia le antiche iscrizioni greche che le forme della prima scrittura libica. DISCOGRAFIA ALBUM 2016. “Renanera in Concerto” – Album live. Etichetta: T.S.A. Total Sounding Area Registrato tra il 20 e 21 Novembre 2015 nelle ultime date di Troppo Sud Tour a Torino ed Asti, questo album live scatta una foto istantanea al primo tour dei Renanera, uno spettacolo fatto di passione e tradizione antica. 2015. “Renanera” – Album studio. Etichetta: Taranta Power È il titolo del secondo lavoro discografico uscito ad Ottobre 2015 con Taranta Power, con la direzione artistica di Eugenio Bennato. Il lavoro discografico è ricco di collaborazioni prestigiose: Vittorio De Scalzi (New Trolls), Michele Placido, Leon Pantarei, Basiliski Roots e lo stesso Eugenio Bennato sia come autore che come artista; e musicisti apprezzati come Pasquale Laino (Mango, Matia Bazar, Kletz Roim, Massimo Ranieri, Tosca), Felice Del Gaudio (Dalla, Antonacci, Mango), Alessandro D’Alessandro (Battiato, Eugenio Bennato), Antonino Barresi. 2012. “Troppo Sud” – Album studio. Etichetta: T.S.A. Total Sounding Area È stato distribuito gratuitamente in 2000 copie in allegato a Il Quotidiano della Basilicata nel dicembre 2012 realizzato anche grazie all’affiancamento editoriale della CNI Compagnia Nuove Indye (etichetta discografica che ha lanciato alcune delle figure più rappresentative della musica etnica italiana come Enzo Avitabile, gli Agricantus, gli Almamegretta). 2012. “Troppo Sud – Edizione Speciale IL QUOTIDIANO di Basilicata”. Album studio. Etichetta: T.S.A. Total Sounding Area SINGOLI 2016. "La bellezza dell’anima". Etichetta: T.S.A. Total Sounding Area Composta e prodotta per uno dei video del progetto speciale Italia Senza Tempo, quello su Matera di prossima pubblicazione, i Renanera lanceranno"La bellezza dell'anima", brano cantato in grammelot, una lingua assembla suoni, onomatopee, parole e foni privi di significato, ma con chiare intenzioni di richiamo etnico (www.italiasenzatempo.it). 2016. "Fiore di Lucania". Progetto speciale. Etichetta: T.S.A. Total Sounding Area I Renanera partecipano al brano “Fiore di Lucania”, l'inno della ruralità della Basilicata, brano arrangiato da Antonio Deodati, produttore e musicista della band. Un progetto voluto dal G.A.L. Marmo Melandro e dal Dipartimento Agricoltura e Sviluppo rurale della Regione Basilicata. Un progetto di promozione dei prodotti tipici lucani con il cui ricavato saranno acquistati i prodotti alimentari lucani ed inviati attraverso la FAO ai paesi che ne hanno bisogno. Il videoclip, in pochissimo tempo ha avuto un enorme gradimento, contando oltre 200mila visualizzazioni. 2013. “Campo (quannu moru po' m'a scampo)”. Etichetta: T.S.A. Total Sounding Area La canzone vincitrice della quinta edizione del Premio Musica Contro le Mafie, concorso nazionale in collaborazione con LIBERA. COMPIPLATION 2012. Lucania Etno Folk Compilation. Compilation Track. Etichetta: Rullo Spettacoli. La canzone dei Renanera inserita nell'album è "Troppo Sud", la title track dell'album d'esordio dei Renanera. I COMPONENTI Erminio Truncellito (voce) [Dotato di spiccata personalità artistica, Erminio è il direttore artistico e menestrello del Parco Letterario Isabella Morra di Valsinni (MT). Ha mosso numerosi passi nel cinema e nel teatro recitando, tra l'altro, ne "La squadra", "Sexum Superando "(di Marta Bifano con Micaela Ramazzotti) "Il grande sogno", (di Michele Placido),"Vallanzaska" (di Michele Placido con Kim Rossi Stuart) ,"L'affare Bonnard", "La Cassaria" (di Pino Quartullo con Ninì Grassia e Giorgio Careccia), “Itaker” (con Michele Placido, Tony Trupia), Il Restauratore 2 (con Lando Buzzanca).] Unaderosa (voce) [Dai tratti mediterranei, napoletana di nascita e lucana di adozione, Unaderosa è stata spesso apprezzata per le sue innate doti interpretative e compositive ed è l’autrice principale della band; per nascita, formazione e vocazione, ha dentro l'anima del Sud che esprime in tutte le sue nuances vocali. Ha pubblicato apprezzati lavori discografici nel pop e nella dance collaborando, tra gli altri, con Silvano Del Gado, Laura Valente, La Ricotta, Antonio Gerardi, la vocalist brasiliana Corona, Neja, Tony Esposito da solista e da autrice per molti artisti emergenti. Hanno scritto di lei fra gli altri Vincenzo Mollica e Federico Vacalebre]. Antonio Deodati (tastiere, vocoder, arrangiamenti) [Intrapendente e vitale, ha 15 anni di esperienza nella produzione discografica. Ha collaborato in qualità di musicista, produttore autore e arrangiatore con Mango, Laura Valente, Marie Claire D'Ubaldo, Corona, Federico Poggipollini, Gerardina Trovato, Elena Di Cioccio, Michele Placido, Pietra Montecorvino, Antonio Gerardi, Two Black, La Ricotta, Fabrizio Bosso, Eugenio Bennato e tanti altri".] Cristian Paduano (chitarra classica e acustica) [Maestro di chitarra classica, ha collaborato con Marie Claire D'Ubaldo, Giacomo Aula, Corona. Ha diretto le sue attenzioni verso la chitarra flamenco e il jazz e questi stimoli ne fanno un chitarrista dallo stile unico e inconfondibile. Ha pubblicato un album da solista intitolato "Anima Mediterranea".] Dario Truncellito (percussioni, flauto traverso) [Talentuoso batterista, è il più giovane musicista della band. Proviene dalla cultura rock e psichedelica dell'underground musicale italiano. Solo in apparenza distante, Dario è capace di infuocare le già vivaci ritmiche dei Renanera. Il tuo set ibrido, a metà tra batteria rock e percussioni mediterranee sono frutto di un attenta sintesi delle matrici più viscerali del ritmo.] Alberto Oriolo (violino, tammorra, cori) [Raffinato nei modi ed elegante nell'aspetto Alberto ha la rara dote di avere il così detto "orecchio assoluto". Le melodie che riproduce sul suo violino sono frutto della sua immaginazione estemporanea e del suo gusto maturato dall'ascolto di molti generi musicali]. Carmelo Ciminelli (polistrumentista) [Ha iniziato a suonare a soli quattro anni e a otto ha intrapreso lo studio della fisarmonica, poi a dodici quello del pianoforte innamorandosi da subito anche della musica e della cultura popolare. Di lì il fascino per l’organetto, la ciaramella e la zampogna è brevissimo. Carmelo non si è fermato più e, oltre a costruire zampogne e ciaramelle, oggi suona anche le tammorre, djambè, la gaita galiziana e altri strumenti a fiato].

«‘O RANGIO» – il nuovo album dei Renanera su etichetta iCompany

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«‘O rangio» (Il granchio) è il titolo del nuovo album dei RENANERA, il quarto per la giovane band etno-pop.

La contaminazione tra etnico ed elettronico è la matrice per tutta la tracklist di questo lavoro discografico.

Antonio Deodati, anche tastierista della band, nella produzione degli arrangiamenti è stato affiancato da Unaderosa, autrice e voce del progetto artistico.

Sono dodici le tracce dell’album. Oltre al singolo di lancio, spiccano Rena nera, brano in collaborazione con Marcello Coleman e Je sto buono insieme a Vittorio De Scalzi. Con quest’ultimo i RENANERA stanno registrano un nuovo album in cui confluiscono brani in dialetto genovese e lucano. Nel brano il noto cantautore genovese suona anche il flauto traverso.

Le infuocate ‘O rangio, ‘o rangio e S’adda parlà si alternano a liriche d’autore come L’ammore ch’r’è. Con Mal di Lucania invece i RENANERA cantano la magia di una terra, la Basilicata, che si trasforma in un rapporto spirituale e nostalgico.
Mentre Nu fatt’ pe’ n’at’ ha sonorità tra l’etnico e l’R&B. Nella tracklist c’è anche modo di rivisitare un noto leitmotiv della canzone popolare firmato NCCP Nuova Compagnia di Canto Popolare, La voce del grano e i RENANERA lo fanno in maniera del tutto personale.
Nei testi Unaderosa ha toccato anche temi delicati come il bullismo (Je mò m’accir’) e il doloroso tema dei bimbi con malattie non guaribili (Nun te scurdà e me sunnà). L’impegno nel sociale dei RENANERA è costante, infatti sono stati anche vincitori della quinta edizione di Musica Contro le Mafie col brano Campo.
A chiudere l’album è la canzone La bellezza dell’anima, una traccia quasi strumentale e sperimentale, in cui i RENANERA diventano quasi la colonna sonora di chiusura al loro quarto capitolo discografico. Un brano con testo in grammelot, la lingua inventata da Dario Fo per cui ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Qui spiccano le nuance timbriche di Unaderosa e le doti vocali di Alberto Oriolo, violinista e corista del gruppo.

«‘O rangio» è uscito il 16 giugno 2017 su etichetta iCompany per il mercato digitale, poi dal 3 al 30 Luglio sarà disponibile nella versione digipack in tutte le edicole di Basilicata, Cilento e Vallo di Diano, oltre che della Calabria Jonica in abbinamento con il quotidiano ROMA, oltre che nei consueti canali di vendita nazionali.

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Scucciat’ e me scuccià – il singolo di lancio del nuovo album dei RENANERA feat. CICCIO MEROLLA

Scucciat’ e me scuccià (feat. Ciccio Merolla) è il singolo di lancio del nuovo album dei RENANERA.  L’album si intitola «‘O rangio» (Il granchio) ed è il quarto per la giovane band etno-pop. Il rap di Ciccio Merolla, notissimo percussionista partenopeo,  dai toni forti e marcati, riesce a dare ancora più spinta alla trama musicale. La contaminazione tra etnico ed elettronico è la matrice per tutta la tracklist di questo lavoro discografico. Il logo di RENANERA infatti simboleggia la sintesi sonora di due generi musicali. La spirale, simbolo ricorrente nell’iconografia legata alla taranta e in senso lato alla musica popolare, diventa di forma quadrata come il microchip dei computers e dei sintetizzatori usati per la creazione della musica elettronica moderna.

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GUARDALO ORA 

https://www.youtube.com/watch?v=ERxDm3kIl9Q&feature=youtu.be

 

“CUP CUP”: UNA STORIA DEL CARNEVALE LUCANO

di  ANTONIO  DEODATI

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(foto di Marco Angelucci)

Febbraio 1986. É appena  iniziata a scendere una fitta nevicata, «Finalmente!» penso , «Ormai è febbraio inoltrato e qui a Lagonegro di solito a Natale la neve é puntuale». I fiocchi scendono, sono lenti e sembra che danzino, ma non si sente musica ad accompagnarli. Tutto tace, stranamente, la tranquillità spezza la frenesia quotidiana di Lagonegro. È ora di andare a letto ormai e io mi addormento pensando ai giochi che farò domani, tanto Lo Pomo al TG3 ha detto che le scuole sono chiuse.

Mi sveglio con una musica lontana, ma cos’é ?! Non mi sembra che sia la radio degli zii al piano di sopra. E poi non si capiscono bene le parole e per di più non mi sembrano le chitarre dei Police.

Sembra più che il gruppo folk di  Lucibello sia sotto casa… Meglio svegliarsi e correre al balcone a vedere. Sono tre signori vestiti di velluto scuro, due dei quali con una coppola in testa. Tutti hanno dei baffi nerissimi e indossano scarponi pesanti per camminare sul manto di neve che ha avvolto tutto il paese. Hanno in mano degli strumenti che non ho mai visto. Eppure ho iniziato gli studi di pianoforte già da un anno e dovrei intendermi di musica! Uno sembra abbia tra le dita una strana tromba di legno, ma é più sottile, forse è più simile ad un clarinetto senza chiavi. L’altro uomo imbraccia un enorme sacca bianca da cui addirittura ne escono tre di quello strano flauto. L’altro ancora ha un tamburo con un’asticella al centro che sfrega con le mani e produce un suono grave e cupo. Ogni tanto sputa della saliva nella mano e continua a sfregare mentre  gli altri strumenti a fiato producono un suono stridulo ma armonioso. Il suonatore di quello strano tamburo canta a squarciagola una melodia abbastanza monotona, ma vigorosa, capisco solo alcune parole e che sono nel dialetto del mio paese, in “laurisciano”. Anche se a casa non parliamo in dialetto spesso credo che parli di salsicce e soppressate di cui sono molto ghiotto… Il trio viene verso casa. Bussano proprio qui! Apro i il balcone, mi affaccio e ne riconosco uno. É un tizio che lavorava da mast’Antonio, il fabbro di fianco alla salumeria di mio padre di via Calabria. Lui, un uomo alto e dalle spalle larghe batteva sempre il ferro sull’incudine nella scura bottega, poi il mastro ferraio, Antonio, metteva le ciampe appena forgiate agli asini legati al muro nel vicolo antistante. Una volta mio padre mi fece una foto su uno di quegli splendidi asinelli. Ora quel suonatore lavorava al comune perché la bottega aveva chiuso i battenti con la scomparsa del buon mast’Antonio.

«Ciao Deodá», mi urla da sotto “Vruciafierro”, «Simm’ venut’ a cantá u cup’ cup’ pe Carnevale!» «Ma io sono solo con mio fratello! Non posso aprirvi! », «E vabbuó, t’u cantamm’ rácca sott’e po’ passamm’ a salumeria rápat’ta. Ja uagliù, accumnzam!» E iniziarono ad intonare una canzone «U Cup Cup miujémalatu, vol’ a savuzicchia e a supprssata…» E continuarono per cinque interminabili minuti. Era sempre la stessa melodia ma con parole sempre diverse e ad ogni strofa sempre salame e salsiccia!! Sembrava di sentirne il profumo! Il canto terminó e Vruciafierro mi chiese «T’é piaciut’?» «Si» risposi,  «Siete bravissimi. Ma mi dite come si chiamano gli strumenti che suonate?» È lui prontamente… «A zampogna, a ciaramedda e u cup cup. Nun l’hai mai vist’?», «No!» risposi. «Vabbuó n’ v’rimm» mi salutò. «Buona giornata e grazie». Dopo un paio di ore tornarono i miei dal lavoro per il pranzo e raccontai di quella inconsueta visita. Chiesi della ciaramella, della zampogna, del cup cup che mi aveva incuriosito tantissimo. Mio padre mi raccontò della tradizione dei canti di questua carnevaleschi a Lagonegro: i suonatori bussavano a casa e per ricambiare del dono della musica bisognava offrire gli insaccati della dispensa perché poi, fino a pasqua non si poteva più mangiare carne. Ormai pochi mantengono vive le tradizioni e “i suoni” non li sa costruire quasi più nessuno qui…

Dopo pochi giorni mio padre portò a casa uno strano oggetto, era propio quel tamburo, ma in versione più ridotta. Se l’era fatto costruire da un amico, Salvatore  Falabella, un amico appassionato di cultura popolare, che ad una latta del caffé Sao aveva legato una pelle di pecora rivoltata e con un paio di spille da balia e con del filo vi aveva fermato nel centro  una cannuccia di bambù. Bisognava “nzivare” (bagnare con la saliva) la mano come facevano i suonatori per produrre quel caratteristico suono cupo (da cui prende nome lo strumento per onomatopea). «Forte!» pensai.

Poi carnevale venne, poi pasqua e molti natali. E per me quei suoni,  divennero una normale cornice alle feste. Dopo il liceo venne il momento di partire e partire per Bologna, dopo mille ripensamenti scelsi il DAMS musica. Dopo i classici esami di teoria della musica, semiotica musicale, psicologia, italiano venne il momento di etnomusicologia. Solo il nome mi incuriosiva. Il professore era Roberto Leydi, una vera leggenda a detta di molti colleghi. Pare fosse stato un pioniere di questa materia, che solo pochi decenni prima non esisteva. Si era preso la briga di viaggiare lungo tutta la penisola fino  a conoscerne ogni metro quadro e, con registratore a bobina in spalla, aveva bussato alle porte di vecchiette e suonatori per registrare i canti e le musiche che accompagnavano la loro vita. Un giorno a lezione, confermando la voce che avesse straordinaria memoria, mi chiese di dove fossi e proseguì… «Vicino al tuo paese, a Terranova del Pollino c’é la famiglia Salamone, straordinari suonatori e costruttori di zampogna! Salutameli!» Io non detti peso a quella che mi sembrò uno stravagante momento di svago dalla lezione sull’organologia degli strumenti. Stavano affrontando proprio i vari tipi di percussione e in particolare quelle del sud Italia, una delle quali aveva una caratteristica singolare, quella di non essere “percossa” ma di essere “sfregata” attraverso una cannuccia, pertanto si annoverava tra i membranofoni a frizione, che in realtà sono solo due: la cuìca brasiliana e il cupa cupa (anche chiamato putipù in Campania). E riaffiorava quella visita prima del carnevale dei suonatori in quello straordinario giorno di neve del 1986. Decisi di approfondire lo studio dello strumento e portare all’esame una tesina sul cupa cupa, sí proprio quello strano tamburo con la pelle di pecora e la canna di bambù che bisognava bagnare di saliva per fargli fare quel suono ritmico grave.  Fu un successo, l’esame andò oltre ogni mia più rosea aspettativa e ringraziai il professor Leydi per quella porta che aveva aperto con i suoi insegnamenti. Era appena socchiusa ma mi sembrava spalancata. Non sapevo cosa mi avesse portato in futuro…

Continuai i miei studi, poi tornato al paese iniziai con le produzioni discografiche allestendo uno studio di registrazione qui a Lagonegro. Una dopo l’altra vennero le esperienze con alcuni big. Prima Mango, poi Laura Valente, poi Marie Claire D’Ubaldo, poi Corona e Federico Poggipollini. Insomma pop, rock e dance music, un sogno, e i miei studi al DAMS erano serviti solo in minima parte per questo lavoro che avevo scelto “da grande”.

Poi arrivò una proposta artistica da una sconosciuta… Ora lei, Titti, in arte Unaderosa, è diventata mia moglie. Prima un album pop con una grande etichetta italiana, ma il mercato in crisi, i meccanismi non proprio meritocratici dello show business ci scoraggiò a proseguire, poi mi convinse a fare una virata importante e a puntare su un progetto nuovo, appena mi disse la sua idea “Renanera”, una contaminazione tra musica etnica e moderna, fu così che mi convinse. Allora cercai di lavorare a cose che avevo nella memoria pur non avendo una grandissima conoscenza né di questo tipo di musica e nemmeno del tipo di ambiente discografico intorno. Ma non sono mai stato un tipo che non si entusiasma per nuove avventure musicali… La prima idea che mi venne in mente di proprio quella canzone popolare che “mi era venuta a bussare alla porta” da bambino, “Cup cup”. Intanto avevo iniziato a lavorare con Erminio Truncellito sui canti popolari del borgo di Valsinni, piccolo paese del materano. La loro versione del “Cup cup” era sia nella lingua che nella melodia molto differenti da quello del mio paese. In effetti avevo anche lavorato ad un disco con un gruppo folkloristico calabrese, di Mormanno, i Miromagnum, e la loro versione del canto carnevalesco era melodicamente un’altra cosa, pur assomigliandosi molto nel testo, con le dovute differenze dialettali. Decisi di fondere le due versioni: un incrocio melodico tra la versione valsinnese e quella lagonegrese che cantava il testo integrale della versione valsinnese, di fatto una lingua meno contaminata di quella lagonegrese che geograficamente è un luogo di passaggio tra Campania e Calabria.

Ma mi occorreva un suono caratteristico, magari dove nessuno dei gruppi folk della mia area aveva attinto. Mi ricordo di aver fatto una ricerca sonora di giorni prima di arrivare al risultato finale. La soluzione fu un berimbao brasiliano suonato su una cassa dance in quattro quarti, uno strumming di chitarra e il gioco era fatto! Nulla di più semplice ed efficace. Erminio cantò a squarciagola e il fisarmonicista proprio dei Miromagnum, Luigi Bloise, si alternò a questo con dei soli di fisarmonica. Quando facemmo ascoltare al pubblico proprio a Valsinni la canzone fu una sorpresa a detti di molti. L’abitudine di ascoltare quel canto con la sola chitarra come facevano i menestrelli del borgo fu commentato entusiasticamente. Il pubblico fu coinvolto sin dall’apertura del concerto e poi dal racconto dell’usanza dell’uccisione del maiale e dalle leccornie che da sempre ne derivano dalla sua trasformazione. Da allora il “Cup cup” è stato uno dei nostri brani di apertura e uno bis finali. Anche i bambini lo cantavano tornando a casa. Moltissimi ritornano ai concerti proprio per riascoltare la canzone dal vivo. Questo ci “costrinse” a farne una nuova versione nel secondo album, ma per l’occasione pensammo ad una special guest a fare i soli, un musicista d’eccezione, navigatissimo nella world music, Pasquale Laino, nipote di Mango musicista nei suoi concerti e nei suoi album e fondatore dei Kletz Roim. Quello che ha inciso è uno dei più belli assoli di ciaramella che io abbia mai ascoltato in tutta la mia carriera di produttore ed esperienza di musicista. Anche la voce di mia moglie rinforzò maggiormente l’energia dell’arrangiamento. Ma le sorprese non finirono qui. Il secondo album dei Renanera è quello delle collaborazioni, dei featuring, delle special guest. Oltre a Laino, c’era Michele Placido, Vittorio De Scalzi, Leon Pantarei, Eugenio Bennato, Antonino Barresi, Felice Del Gaudio, Alessandro D’Alessandro, ma c’era un gruppo lucano che mi piaceva e che avrei voluto coinvolgere, i Basiliski Roots di Satriano di Lucania. Il loro reggae in dialetto era differente da ciò che avevo ascoltato in giro per la Basilicata. Decisi di chiamarli, ma le tracce erano già piene di collaborazioni e quelle “libere” non si adattavano facilmente all’andamento reggae. L’unica che poteva farlo era proprio “Cup cup”, il cui beat veloce poteva essere dimezzato per inserire un ponte e spezzare la ridondanza del tema. Fu perfetto. Chiamai Max dei Basiliski, gli parlai di quell’idea e ci demmo appuntamento per lavorarci insieme. Fu una serata che non dimenticherò facilmente. Appena Max mi fece ascoltare quello che aveva pensato sembrava già parte della canzone. Il reggae che si mischia con la tarantella dice il testo, sí funziona! Esclamai.

Nel terzo album dei Renanera, quello live, non poteva mancare questo nostro “marchio di fabbrica”, anche se le voci si compenetrano maggiormente.

E questa è la vera storia del leitmotiv “ufficiale” dei Renanera.

ASCOLTA IL BRANO tratto dall’album “Troppo Sud” https://www.youtube.com/watch?v=NnwwXfK1xko

ASCOLTA IL  BRANO tratto dall’album “Renanera”  https://www.youtube.com/watch?v=N3ecRSQdfLw

ASCOLTA IL BRANO tratto dall’album “Renanera in Concerto” https://www.youtube.com/watch?v=nEbiw9F1gks

Ballatarantella – il tour

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La band lucana si misura con un nuovo progetto live, il “Ballatarantella tour”. In cui ci saranno alcune incursioni di Vittorio De Scalzi, storica voce dei New Trolls, con cui i Renanera stanno producendo un album, il quarto.

Nei live, sul palco, 7 musicisti:  Unaderosa (voce), Erminio Truncellito (voce e tammorra), Antonio Deodati (tastiere, vocoder), Dario Truncellito (percussioni e batteria etnica), Alberto Oriolo (violino, cori, tammorra), Carmelo Ciminelli (Fisarmonica, Ciaramella, Zampogna).

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Sul palco, 7 musicisti:  Unaderosa (voce), Erminio Truncellito (voce e tammorra), Antonio Deodati (tastiere, vocoder), Dario Truncellito (percussioni e batteria etnica), Alberto Oriolo (violino, cori, tammorra), Carmelo Ciminelli (Fisarmonica, Ciaramella, Zampogna).

Con scene e luci disegnati da Mario Garrambone, il nuovo tour è iniziato ad Aprile 2016. Come di consueto, la produzione è curata da Antonio Deodati per la T.S.A. Total Sounding Area di Lagonegro (PZ).

A sponsorizzare il tour della band lucana è il portale www.viagginasta.it

Il partner tecnico scelto dalla produzione è ancora una volta Wave Service di Potenza, leader nel settore delll’audio professionale in Basilicata. Olindo Linguerri cura la fonica, Rafael Onorato, l’illuminotecnica, invece Marco Morelli è responsabile dello stage management.

maggiori info su www.renanera.it

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Link video: https://www.youtube.com/watch?v=4ePXACe4KtQ

Queste le date del tour

22 Aprile 2016 @ COMBO – Firenze

23 Aprile 2016 @ LUMIERE – Pisa

8 Maggio 2016 – Auditorium di Avigliano (PZ) – Concerto per Maruzza Basilicata

14 Maggio 2016 – Melfi (PZ) – concerto di piazza (Rievocazione storica su Ronca Battista)

15 Maggio 2016 – Policoro (MT) – concerto di piazza (Festa della Madonna del Ponte)

19 Maggio 2016 – Pignola (PZ) – concerto di piazza (Festa della Madonna degli Angeli)

21 Maggio 2016 – Roseto Capo Spulico (CS) – concerto di piazza (Apertura stagione estiva)

22 Maggio 2016 – Montalbano Jonico (MT) – ospiti dell’evento

“I 100 passi della legalità ” ore 19 (Sala Madre Teresa di Calcutta)

28 Maggio 2016 – POTENZA – Potenza Folk Festival (Festa patronale di San Gerardo)

17 Giugno 2016 – Folk Festival di Collegno (TO)

24 Giugno @ Rena Nera Beach – Torre Annunziata (NA)

4 Agosto 2016 – Montalbano Jonico (MT) – “Luci e suoni dei Calanchi”

7 Agosto 2016 – Cirigliano (MT) – “Vittorio De Scalzi & Renanera in concerto“(Premio Torre D’Argento)

8 Agosto 2016 – Francavilla in Sinni (PZ) – “Francavilla a Tavola”

11 Agosto 2016 – Balvano (PZ) – concerto di piazza

12 Agosto 2016 – San Severino Lucano (PZ) – concerto di piazza

13 Agosto 2016 – Castelsaraceno (PZ) – Festival dei due Parchi

14 Agosto 2016 – Genzano di Lucania (PZ) – “Festival tra Tarantella & Taranta”

15 Agosto 2016 – Lagonegro (PZ) – concerto di piazza

18 Agosto 2016 – Barile (PZ) – “Cantinando 2016”

19 Agosto 2016 – Vittorio De Scalzi & Renanera in concerto –  Nova Siri (MT) – Ilio: alle origini dell’oggi… SIRIS

20 Agosto 2016 – Vittorio De Scalzi & Renanera in concerto - Trivigno (PZ) – “Festa delll’Emigrante” 

21 Agosto 2016 – Muro Lucano (PZ) – concerto di piazza

22 Agosto 2016 – Agromonte di Latronico (PZ) – concerto di piazza

23 Agosto 2016 – Rivello (PZ) “Notte della Tranzumanza”

27 Agosto 2016 – Vittorio De Scalzi & Renanera in concerto – Aliano (MT) Anfiteatro – “Concerto per Maddalena”

17 Settembre 2016 – Vittorio De Scalzi & Renanera in concerto – “NegroFestival 2016” – Pertosa (SA)

24 Settembre 2016 – Grassano (MT) – concerto di piazza

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