canti del Pollino

Madonna di Pollino

Parte introduttiva del canto

L’inno alla Madonna del Pollino, Protettrice delle genti del territorio del Pollino, è una melodia di antica memoria che rappresenta l’espressione più profonda della musica tradizionale religiosa di quest’area, è, infatti, la melodia di riferimento per tutti i devoti che si recano in pellegrinaggio alla Regina del Pollino. Come molti canti devozionali, ha una duplice modalità esecutiva: in certi contesti ha un “testo aperto”, perché ogni fedele compone un testo proprio, che rappresenta la sua personale preghiera rivolta alla Madonna; in certe occasioni, invece, segue un testo condiviso da una larga parte dei devoti. Questa pratica ha determinato l’esistenza di un ricco patrimonio di frasi che non è stato possibile inserire interamente nel brano riportato in questo lavoro.

Il senso profondo di tale canto è molto complesso e per spiegarne l’essenza sarebbe necessario un intero trattato sulla festa della Madonna del Pollino: sulle sue origini religiose; sul significato di “devozione popolare” e di festa religiosa nella cultura popolare, sulla sua evoluzione nell’arco dei secoli; sul modo di intendere il culto mariano.

Riproporre proprio questo canto significa dare un saggio di una melodia che è in grado di rappresentare una parte dell’identità e della religiosità lucana, profondamente legata al culto mariano. Già la prima strofa è emblematica e trasmette un messaggio molto forte e chiaro: la Madonna è chiamata per nome, con tono confidenziale, quasi a considerarla un’amica di riguardo alla quale, in segno di rispetto, si va a fare visita. L’esaltazione della bellezza ne esprime la natura umana che si intreccia però con il riconoscimento della sua dimensione divina. Infine l’esortazione a condividere la divina visione esalta l’orgoglio di appartenenza ad una data comunità.

Testo del canto

A mi vinut’ da lunga via, pi vinì a trovà a Maria

E maria l’amì truvata tutta bella incoronataincoronata di gigli e di rose ‘nta sta cappella Maria riposa

L’ha incoronata lu core i Gesù Madonn’ i Pollino aiutami tu

E vidietela quant’è bella ‘sta Regina ‘nta ‘sta cappella

e iè bella e iè galante iè la mamma di tutti quant’

e iè bella e iè divina viva la Vergine di Pollino

Alli piedi della Madonna e c’è nata na bella rosa

e na rosa e n’argintata viva Maria cu ti l’ha datae

mi l’ha data lu core i gesù Madonna i Pollino aiutami tu

E giramola intorno intorno la cappella della Madonna

e chiù intorn la girama e chiù grazie a nui ni fa

E vidietila quant è bella sta regina ‘nta sta cappella

e ièi bella e iè divina viva la Vergine di Pollino

E vidietila quant è bella sta Regina ‘nta sta cappella

e iè bella e iè divina viva la Vergine di Pollino

Traduzione

Siamo venuti da lontana via per venire a trovare Maria

Maria l’abbiamo trovata tutta bella e incoronata

È incoronata di gigli e di rose e in questa cappella Maria riposa

l’ha incoronata il *cuore di Gesù Madonna di Pollino aiutami tu

E vedetela quant’è bella questa Regina in questa cappella

è bella ed è galante è la mamma di tutti quanti

è bella ed è divina viva la Vergine di Pollino

Ai piedi della Madonna c’è nata una bella rosa

è una rosa argentata viva Maria chi te l’ha data

me l’ha data il cuore di Gesù Madonna di Pollino aiutami tu (*cuore di Gesù sta per sacro cuore)

Giriamola intorno intorno la cappella della Madonna

e più intorno la giriamo e più grazie a noi ci fa

E vedetela quant’è bella questa Regina in questa cappella

ed è bella ed è divina viva la Vergine di Pollino

E vedetela quant’è bella questa Regina in questa cappella

ed è bella ed è divina viva la Vergine di Pollino

 

SERENATA

Introduzione

La consuetudine di utilizzare la musica e il canto come mezzo per comunicare sentimenti di amore o di stima ci riporta al significato intrinseco della serenata per la quale ci si recava, unitamente ad amici e musicanti, nei pressi della casa dell’amata per suonare e cantare strofe, il più delle volte inventate al momento, con l’intento di rendere di dominio pubblico il proprio sentimento amoroso.

Nel caso da noi presentato si tratta di una “missiva d’amore” in cui il canto contiene l’elogio alla grazia e alla bellezza della donna amata e a allo stesso tempo risponde alla preoccupazione da parte dell’innamorato di non apparire sprovveduto ma piuttosto invece intraprendente, condizione essenziale per sperare in un epilogo positivo del corteggiamento. Il linguaggio metaforico, tanto usato dai nostri avi, si prestava a stimolare fantasia e creatività in una epoca in cui la perspicacia era considerata sinonimo di intelligenza. Ed il menzionare città come Napoli e Cosenza rappresenta una fantasiosa metafora che ha lo scopo di far emergere il carattere intraprendente dell’innamorato. Infine, il ritmo incalzante della tarantella lucana, eseguita con la surdulina, subentra a sostenerne l’entusiasmo, invitando alla danza come metafora di condivisione e comune sentire.

Testo della serenata

Aggì giratì pì Napulì e pì Cusenz’

pì vinì a cantà a stu vicinanz’

c’è nà figliola fatta di fajenza

iè china di billizz’ e di crianza

ì sungh u zit’ e non ti port’ nent’

ti veng’ a ti truvà cu suon’ e cant’

Traduzione

Ho girato per Napoli e per Cosenza

per venire a cantare a questo vicinato

dove c’e una figliola fatta ad arte

piena di bellezza e di grazia

io sono lo spasimante e non ti porto niente

ti vengo a far visita con musica e canti

 

Totarella blues

Introduzione

Il titolo richiama lo strumento solista, la ciaramella, detta nel lessico dialettale “totarella”, con la quale viene eseguita una melodia d’autore fedele a quello stile interpretativo frutto dell’incontro-scontro tra passato e presente. Il testo, in italiano, non necessita di particolare spiegazione; se ne può interpretare liberamente, nella sua forma poetica, il significato intrinseco. Si può forse però aggiungere che questo pezzo rappresenta la sintesi del pensiero e la linea guida del gruppo e della sua espressione artistica.

Testo della canzone

Sulle radici del passato

si erge il tronco vivo della memoria

e l’avvicendarsi delle generazioni

ramifica su di esso

facendo sbocciare

ad ogni primavera nuove foglie

Questo è quanto! questo è quanto…

 

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