Suoni e “CondiVisioni”, in un libro le emozioni di Francesca Lufrano

francesca LufranoIntervista a Francesca Lufrano del Gruppo Suoni, autrice con Giuseppina Schifino del libro “CondiVisioni”.

 

CondiVisioni non è un libro lungo, eppure sembra che tu abbia tenuto dentro di te per tanto tempo questo concentrato di emozioni. Hai fatto musica da sempre, per poi vestire i panni di “raccontatrice” di emozioni. Che bisogno hai sentito e come arriva Francesca Lufrano?
Viviamo un’epoca in cui il rapporto con il tempo risulta alterato da una frenesia quasi convulsa, la scelta di “sintetizzare” scaturisce da questa analisi nel tentativo di stimolare anche i lettori non abituali. Non penso di aver tenuto nascosto nulla, per mia natura non ne sarei capace, forse la scrittura cattura un’attenzione maggiore rispetto alle espressioni, per così dire, orali. Il desiderio di contribuire a far emergere l’identità di un popolo, quello lucano, il porre l’accento su un territorio, il Pollino, un territorio abitato da uomini e donne con le loro storie individuali che diventano, per condizione, collettive,  dal quale l’aspetto paesaggistico e naturalistico non può prescindere. Francesca riparte esplorando nuovi sentieri portando con sé il bisogno di interagire e comunicare.

Cosa racconta il tuo libro?
Sono due storie: una più lunga che si svolge in un arco temporale breve, l’altra breve ma è la sintesi di quasi una vita. Posso solo dire che è nel titolo “i segreti della bottiglia” la chiave, la metafora della vita. La bottiglia, un contenitore per natura fragile e trasparente, ma se opportunamente protetto risulta resistente e durevole, da maneggiare con  cura per preservarne oltretutto il contenuto prezioso fosse esso acqua, vino o olio.

Il libro è un mix di narrativa, fotografia e poesia. Ma proprio in un tuo libro manca la musica?
Moduli espressivi diversi per raccontare la stessa visione, è la magia dell’incontro, lo scrivere e il fotografare emozioni. La musica non manca, è in sottofondo, è nel battito del cuore, è “raccontata”  attraverso le parole, è evocata nelle poesie , è il punto di partenza , è nel bambino che cresce , nell’adulto che guarda al futuro perché in essa ha ritrovato le sue radici.

In realtà è vero, la musica non manca mai. Anzi, proprio nelle poesie emerge un ritmo ed uno stile che invoglia a musicare i tuoi versi; Lo hai già fatto con il gruppo Suoni o lo stai per fare?
Forse si può definire stile “ popolare”  per rimanere in tema musicale. In ogni disco di Suoni c’è un mio recitato,  nei concerti dal vivo alcune  trovano spazio e si intrecciano i  con i brani musicali in senso stretto. Del futuro non c’è certezza……   

Qualche sera fa, noi di Musica di Basilicata abbiamo assistito ad una cosa molto bella. Era la prima uscita in concerto live di Pietro Cirillo e i Taranta Lucania Graziano Accinni, che presentavano il nuovo disco “Live Lucania Libera”. Il concerto è iniziato con i tuoi versi “Dalle radici del passato…”. Un bel riconoscimento non soltanto alla bellezza di versi ma anche perché si tratta di una grande testimonianza di stima e di unione tra artisti di musica popolare che, in fondo, solidarizzano e fanno rete tra loro. Insomma, una “CondiVisione” che in altri ambiti non avviene. Bella questa Lucania autentica!
Ciò mi riempie di gioia! Domanda lunga, risposta breve: condivido!

L’individualismo che ha caratterizzato la cultura dominante degli ultimi decenni non è nelle prerogative degli uomini liberi, Sono gli uomini liberi che fanno la Lucania autentica e ne costituiscono l’inalienabile patrimonio immateriale. Auguri “Lucania libera”

 

Author: musilicata

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